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Questa notizia è stata pubblicata il 23 Dicembre 2020

Me lo leggi? L’importanza della lettura per i bambini

L’importanza della lettura ad alta voce è riconosciuta da molti autori che si occupano di sviluppo infantile per consolidare la relazione con i propri figli, per l’arricchimento del lessico e per elaborare le proprie emozioni.

Ne parliamo con la pedagogista Simona Vigoni.

 

Perché è così importante rispondere a questa domanda, assecondandola?

Sin da piccolissimi, i bambini sono soliti ripetere questa domanda “Me lo leggi?”, specie se siete stati voi genitori per primi ad alimentare questo privilegiato e magico spazio di dialogo racchiuso tra le profumate pagine di un libro magari tenendo sulle ginocchia vostro figlio oppure accompagnandolo al sonno nel suo lettino.

Oggi sappiamo quanto questo spazio-tempo fra genitori e figli sia uno strumento prezioso e potente per:

  • il rafforzamento della relazione genitori/bambini
  • la conoscenza della realtà nelle sue variegate sfaccettature
  • l’integrazione di diversi aspetti del Sé perché ogni libro, se ben costruito, è un laboratorio di tante e diverse emozioni.

Umberto Eco affermava che la “narrazione è un raggio di luce che rischiara le profondità della vita emotiva” un raggio che, dando forma al disordine delle esperienze, contribuisce alla costruzione della propria identità. Ma non solo!

La narrazione infatti, come ci ricorda Paolo Roccato, psicoterapeuta, attiva in chi ascolta anche diverse competenze cognitive:

  • Concentrazione
  • Comprensione
  • Simbolizzazione
  • Espressione linguistica
  • Esercizio di memoria
  • Stimolo alla produzione verbale

Viviamo in un’epoca digitale e consumata dalla fretta, che ci porta ad usare sigle, abbreviazioni, emoticons, frasi corte e semplificate ma è importante ricordarsi che più parole conosciamo e più siamo in grado di pensare: la lettura accresce le nostre capacità linguistiche e aumentandole saremo anche in grado di pensare di più.

 

Come dare qualità a questo spazio di ascolto e di parola?

Quello che bisognerebbe evitare in queste occasioni speciali fra genitori e bambini è attribuire al racconto della storia una valenza istruttiva, considerarla un monito, un insegnamento, volerla a tutti i costi rendere funzionale ad un obiettivo e non far vivere invece l’occasione per quella che è: sperimentare il piacere di stare insieme ed ascoltare dalla viva voce di una persona importante, racconti di storie e di vite “stuporose”, avventurose, originali e belle.

 

Ma perché è così importante per i bambini sentir rileggere tante volte la stessa storia?

I bambini adorano sentir ripetere molte volte lo stesso racconto in un continuo oscillare tra desiderio di stupirsi e di rassicurarsi all’interno dello spazio protetto della finzione.

  • Perché desiderano comprenderla bene.
  • Perché imparandola a memoria “possono tirarla fuori” all’occorrenza.
  • Perché trovano piacevole stare con noi.
  • Perché così facendo, anticipano, pregustandoseli, i momenti di massimo divertimento o di massima tensione al culmine della storia.
  • Per rassicurarsi ogni volta che, nonostante le peripezie, le storie hanno sempre il lieto fine.

 

Ma c’è differenza tra ascoltare un racconto e guardare Ipad, tv o cellulare?

Lo sforzo cognitivo richiesto dall’ascolto di una storia è sicuramente più impegnativo e contribuisce ad arricchire lo spazio mentale dei bambini attraverso l’esercizio della fantasia, dell’immaginazione e della creativitàInvece quando vediamo le immagini, in TV, sull’Ipad o sul cellulare, il funzionamento della nostra mente è prevalentemente centrato sulla percezione, quindi lo sforzo è sicuramente minore. Nel primo caso siamo impegnati a rappresentarcela, immaginarcela, nel secondo l’abbiamo già lì, pronta, raffigurata.

 

E cosa fare quando i figli crescono?

I corpi si distanziano, le nostre ginocchia cessano di essere sostegno della relazione e luogo del racconto, ma il nostro esempio di adulti non viene mai meno: se saremo noi i primi a continuare a coltivare il piacere della lettura, abbiamo buone probabilità che lo mantengano anche loro nel corso della vita. Il buon esempio è sempre un ottimo insegnamento per i propri figli!

 

Per leggere:

  1. Blezza Picherle (2015) Formare lettori, promuovere la lettura. Riflessioni e itinerari narrativi tra territorio e scuola F.Angeli, Milano