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Questa notizia è stata pubblicata il 01 Ottobre 2020

In ricordo di Grazia Honegger Fresco

di Lidia Magistrati

 

Nella notte del 29 settembre ci ha lasciati Grazia Honegger Fresco, montessoriana doc come mi piaceva, affettuosamente, chiamarla.
Novantun anni, un corpo che la costringeva in casa da anni, una mente lucida e brillante: ha scritto, studiato, tenuto conferenze fino all’ultimo. Ha approfondito e divulgato per tutta la sua vita il pensiero e l’opera di Maria Montessori di cui era la più conosciuta e autorevole rappresentante.

La si credeva immortale, nostra per sempre. E ora increduli e smarriti la cerchiamo nei suoi libri, nei ricordi.

L’ho sentita al telefono l’ultima volta in agosto in occasione della consegna alla casa editrice Il Leone Verde della bozza definitiva del libro che uscirà a breve: “Tre sguardi sui bambini. Viaggio alla scoperta di Maria Montessori, Emmi Pikler, Elinor Goldschmied” per cui Grazia ha scritto e curato la parte su Maria Montessori. Il giorno dopo la sua morte, mi è arrivata per posta una copia del libro “Il bambino nell’asilo nido” di E.Goldschmied appena rieditato da Zeroseiup  e con un contributo di Grazia Honegger. Che bei doni, grazie!

Ho conosciuto Grazia Honegger nel settembre del 1978 al Ceis di Margherita Zoebeli a Rimini per un corso residenziale di formazione alle educatrici dell’Asilo Svizzero. Ero stata mandata dal Villaggio della Madre e del Fanciullo, ero giovane e inesperta, per fortuna Grazia mi ha preso sotto la sua ala protettrice e mi ha guidato per tutta la settimana nel lavoro formativo. Ci siamo conosciute, ci siamo “piaciute” e da allora è nata e rimasta costante negli anni una profonda relazione di stima e affetto reciproco.

Potevamo stare anche lunghi periodi senza sentirci o vederci, ma poi si ripresentava sempre o cercavamo l’occasione per confrontarci e discutere insieme temi educativi che ci interessavano mettendo sempre a confronto e cercando punti comuni fra Montessori e Goldschmied, nostre reciproche maestre.
Abbiamo fatto insieme seminari sul ruolo educativo, io seguivo le sue ricerche, i suoi scritti, lei seguiva il mio lavoro al Villaggio e poi in Casa Maternità dimostrando sempre grande interesse per il lavoro delle ostetriche e delle educatrici nell’accompagnare le mamme, i bambini, le coppie, le famiglie nel loro personale percorso di crescita e di vita.  Anni fa ci ha donato una serata per genitori sul sonno dei bambini, incontro molto partecipato dove lei con la generosità culturale che la caratterizzava ha spaziato dal sonno alle tappe di sviluppo dei bambini, dall’abuso di sdraiette, ovetti, passeggini al materiale da gioco più adatto all’esplorazioni dei bambini.

Dagli anni Novanta ad ogni corso Montessori 0/3 che è stato organizzato a Milano o in altre città, Grazia mi proponeva agli organizzatori che inserivano nel programma l’approccio di E. Goldschmied al nido e le sue proposte di gioco “Il Cestino dei tesori” e “Il gioco euristico”. Venivo chiamata per affrontare questi temi. Era convinta sostenitrice dell’intreccio culturale e professionale che univa Montessori e Goldschmied nelle loro proposte educative e relazionali e di osservazione dei bambini molto piccoli e delle loro famiglie.

È stata una donna, una studiosa, una professionista molto attiva, curiosa, colta e di rara intelligenza. Per questo, fortunatamente, ci restano tantissime sue opere, interventi, filmati che ci permetteranno di sentirci meno soli e di averla sempre con noi a guidarci.

Anche il tuo nome cara Grazia esprime la gratitudine che abbiamo per te: GRAZIE!