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Questa notizia è stata pubblicata il 15 Giugno 2020

Cosa sente l’ostetrica quando tocca la pancia con le mani?

Di Marta Montani

Le mani dell’ostetrica sono il suo più efficace e utile strumento!

Le mani dell’ostetrica sentono, vedono, percepiscono, accolgono e invitano. Ad ogni visita mensile le mani dell’ostetrica possono raccogliere più informazioni di una semplice rilevazione del battito cardiaco del bambino tramite ecografo. Infatti l’ecografia mensile che spesso viene proposta ad ogni visita può esclusivamente controllare il battito del bambino.
L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda nel corso di tutta la gravidanza due ecografie: quella del primo trimestre e la morfologica, a 20 settimane circa. Queste sono molti importanti, perché la prima conferma la sede della gravidanza e la sua datazione (ed eventualmente si può utilizzare anche per eseguire la diagnosi prenatale se richiesta dai genitori), la seconda consente la valutazione dell’anatomia fetale. Non viene data nessuna indicazione, invece, in merito alle ecografie di routine mensili.

Ascoltare con le mani

La mamma si mette sdraiata comoda, sul divano della sala visite della Casa Maternità oppure sul divano o il letto di casa propria, l’ostetrica si scalda bene le mani, chiede il permesso, sia alla mamma che al bambino, si avvicina alla pancia lentamente, con rispetto, ogni tanto attende che arrivi il momento giusto per incontrare mamma e bambino nel tocco.

L’ecografia “guarda dentro”, è passiva. Il tocco, la palpazione, sono attivi, insieme alla mamma, in relazione con il bambino in utero. Mamma e ostetrica conoscono insieme il bambino.

Bambino e utero raccontano tanto alle mani che sanno ascoltare. Con le manovre di Leopold l’ostetrica sente la posizione del bambino, dov’è la schiena, dove sono i piedini, come sono i suoi movimenti. C’è uno scambio e una conferma delle sensazioni della mamma.

Altri semplici strumenti supportano le mani e completano la visita

Oltre alle sue mani, l’ostetrica usa un semplice metro da sarta per misurare ogni mese la crescita dell’utero, per l’esattezza la lunghezza Sinfisi-Fondo, dall’articolazione della sinfisi pubica del bacino della mamma fino al fondo dell’utero, la sua parte più alta.
Questo è un ottimo e valido strumento per rilevare la crescita del bambino e anche per misurarne il peso stimato alla nascita.

Una volta conclusa la palpazione e la misurazione dell’utero, l’ostetrica completa la visita con l’ascolto del battito del cuore del bambino, appoggiando delicatamente lo stetoscopio di Pinard o un rilevatore di battito cardiaco fetale sulla pancia della mamma.

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