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Questa notizia è stata pubblicata il 05 Agosto 2020

Bambini nella natura: perché fa bene

Stare all’aria aperta, a contatto con la natura, migliora la salute e il benessere dei nostri bambini ed è fondamentale per il loro sviluppo cognitivo, motorio, sociale ed emotivo.

La pedagogista Simona Vigoni ci spiega il perché.


Perché è così importante stare in Natura

La vita all’aperto è innanzitutto una delle protezioni più valide contro le malattie infettive: il tasso di antropotossine e di virus presenti al chiuso e in luoghi affollati come per esempio le classi numerose, rende infatti il clima molto meno salubre rispetto a quello che si respira all’esterno (Farnè, Agostini, 2014).

Oltre ai vantaggi sul piano della salute, gli studi rilevano che trascorrere del tempo in natura:

  • Sostiene lo sviluppo cognitivo ed emotivo
  • Rende resilienti
  • Migliora lo stress
  • Diminuisce l’ansia
  • Migliora la capacità creativa, l’elasticità mentale e l’attenzione
  • Sviluppa l’intelligenza naturalistica
  • Sostiene il diritto all’avventura, dimensione formativa importante
  • Migliora le abilità motorie (coordinazione ed equilibrio)
  • Affina l’attitudine alla gentilezza
  • Genera serenità e tranquillità (il verde è il colore della tranquillità!)
  • Aiuta a sensibilizzare sui temi etici ed ecologici stabilendo stili di vita e abitudini funzionali alla sua conservazione
  • Sostiene l’autonomia del bambino che, mettendo alla prova le sue forze e le sue possibilità, sperimenta in questo modo l’esperienza del limite

Ma allora perché in Italia i bambini fanno poca vita all’aperto?

Sebbene donne importanti nella storia della pedagogia italiana come Giuseppina Pizzigoni, Rosa e Carolina Agazzi, Maria Montessori si siano dimostrate sensibili all’incontro del bambino con l’ambiente naturale, i servizi educativi e scolastici non vantano una diffusissima tradizione di scuole all’aperto e in molte famiglie si crede ancora che “se il bambino esce col cattivo tempo, si ammala”.

In realtà succede esattamente il contrario: ci si ammala molto di più proprio perché passiamo troppo tempo in luoghi chiusi, con temperature interne elevate e pochi ricambi d’aria, e usciamo poco.

Sia durante la “brutta stagione”, sia durante la “bella stagione”, non ci sono controindicazioni allo stare all’aria aperta: come diceva Baden Powell, “non esiste buono o cattivo tempo ma solo buono o cattivo equipaggiamento”.


Quali esperienze offrono ai bambini i contesti naturali?

La natura, è una vera e propria “aula” di apprendimento diretto “a costo zero”, fonte di stimolazione sensoriale e quindi emozionale, luogo di esplorazione e di ricerca, miniera educativa, ecosistema nel quale osservare direttamente processi, troppo spesso solo letti e sfogliati sui banchi di scuola.

La natura offre esperienze artistiche e apprendimenti scientifici e matematici (raccogliere foglie, semi, forme e poi disegnare, colorare, classificare, catalogare, seriare), consente l’acquisizione di competenze motorie grazie alle asperità e ai dislivelli del terreno, alla possibilità di arrampicarsi, salire, scendere, saltare, correre e, soprattutto, è il luogo ideale di immersioni di socialità e di cooperazione fra bambini per la progettazione e la costruzione di una tana.

Infine, passeggiare nel verde, arrampicarsi, correre, coltivare un orto, diventare piccoli osservatori ed esploratori della vita che palpita nella corteccia di un albero, sono esperienze diverse ma che possiedono un denominatore comune: quello di ri-connettersi con madre-terra per coltivare identità ecologiche, capaci di meravigliarsi ancora dell’incanto che la natura è capace di regalarci ogni giorno.