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Dipendenza, Indipendenza

Cordoni, vincoli e legami: da stringere,allentare o spezzare

  • Numero.: 28
  • Pubblicazione: Novembre 2012

UN’ALTRA STORIA

di Carlotta M., mamma

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Ho sempre voluto essere indipendente.
Ho iniziato a lavorare prestissimo per potermene andare di casa, non ho mai accettato che mi controllassero troppo, i più grandi errori che ho fatto sono stati proprio a causa della mia paura di essere dipendente da qualcosa e da qualcuno e ho lottato con tutte le mie forze per rompere le catene della mia famiglia.

Mia nonna ha avuto solo una figlia femmina ed è rimasta senza marito crescendo mia mamma da sola con enorme fatica, mia mamma, è “scappata” di casa a ventidue anni e dieci anni dopo ha avuto solo una figlia femmina e ha lasciato mio padre crescendomi
da sola.

Quando ho iniziato a desiderare un figlio, ho avuto paura che la storia si ripetesse. Avevo paura fosse una femmina, avevo paura di ritrovarmi sola… io che ho desiderato tanto una famiglia unita. Ho sempre pensato di essere diversa e che ognuno ha la sua storia, ma la paura la sentivo sempre. Poi sono rimasta incinta e ho saputo dal primo istante che era un maschio, e quando ne ho avuto la conferma ho capito che era così: catene o non catene io ero diversa e potevo essere diversa. E così ho accettato di lasciarmi andare e di vedere come andavano le
cose.

Ho scoperto così che ero molto più dipendente di quanto immaginassi, ho scoperto che il giudizio degli altri mi aveva sempre condizionato, e che quello che avevo sempre provato era amore condizionato: non davo mai pienamente, il mio dare tanto era sempre dipendente da qualcosa. E poi è nato lui. Matteo. Nel momento del travaglio e nel momento delle spinte ho accettato la mia dipendenza da tutto: dipendente dal mio corpo e non solo dalla mia mente, dipendente dall’ostetrica che mi guidava, dipendente da lui esattamente come lui lo era da me.
Era un circolo, e più mi lasciavo andare e più capivo che la vera magia è quando non controlli niente, quando tutto scorre e tu accetti anche le tue debolezze.

E poi quando me l’hanno appoggiato sulla pancia ho sentito che l’amore per quell’esserino era veramente incondizionato e indipendente da ogni cosa. E da una dipendenza forse sta nascendo la mia vera indipendenza.