Lotus Birth – nascita con la placenta

Nel 2005 Anna Mancini, storica ostetrica della Casa Maternità, e Susanna Hinnawi, esperta di rebirthing, si incontrano e si scambiano un libro dal titolo “Lotus Birth”, di Shivam Rachana. Era la prima volta in cui sentivano parlare di nascita con la placenta, e il loro stupore fu molto intenso.

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In occasione della presentazione del libro, tradotto in italiano proprio da Susanna Hinnawi , Shivam Rachana viene ospitata presso “La Via Lattea” e racconta alle ostetriche e ai molti genitori intervenuti l’esperienza della nascita integrale con la placenta, nominata “Lotus Birth”, dal nome della prima donna che ha voluto mantenere l’unione del neonato con la sua placenta anche dopo il parto.

La Casa Maternità comincia così a proporre alle donne la possibilità di praticare il Lotus Birth; le ostetriche ne parlano regolarmente nei corsi di preparazione alla nascita e accolgono tutte le nascite integrali che, nel tempo, stanno aumentando in tutta Italia.
Studi sempre più numerosi dimostrano che la pratica del taglio del cordone non è sostenuta da evidenze scientifiche.

Il mantenimento del legame tra neonato e placenta è il completamento della nascita naturale e non un metodo applicato; il distacco della placenta avviene spontaneamente tra il terzo e il quinto giorno dalla nascita.

Susanna ci segnala, dal 2005 a tutt’oggi, 300 nascite Lotus, di cui 70 in ospedale (otto nascite da taglio cesareo e un caso di parto gemellare).

Per informazioni più dettagliate è possibile visitare il sito ufficiale www.lotusbirth.it